Rumore tra le orecchie

Avete presente quando qualcosa vi rimane incastrato in mente; quando una canzone, un suono, una frase vi restano incastrate tra le orecchie e rimbombano, si amplificano da sole senza lasciarvi dormire. 

Mi capita spesso, a me, che una canzone appena ascoltata mi resti incastrata tra le orecchie finché non arrivi la prossima a prendere il suo posto. Ci si può anche fare l’abitudine. 

Ma certe volte vi resta incastrato un rumore. Il rumore di tutte le idee ancora da sistemare, di tutte le domande senza ancora risposta. E tutte queste cose ancora incompiute formano un unico groviglio di pensieri. Indistricabile, questo rumore resta lì, mi riempie la testa

Il viaggiatore

L’anima del viaggiatore è un’anima costantemente in bilico tra pace dei sensi e malinconia. La pace dei sensi che è impossibile non provare davanti a tutte le bellezze che ogni giorno si trova davanti agli occhi. E la malinconia di pensare che in quel posto non ci tornerà mai più con lo stesso spirito di quella prima volta; che quel momento con quella sensazione di stupore nel petto è unico ed irripetibile. Una cosa è legata all’altra e togliendone una scomparirebbero entrambe. Il viaggiatore lo sa e accetta il compromesso, viaggiando.

Parigi è una città per

Per chi è davvero adatta questa città ?

Parigi è una città perfetta per un viaggio erasmus, se dopo te ne andrai portandola malinconicamente nel cuore.

È una città perfetta per trovare lavoro, se vuoi lanciarti in una nuova carriera che probabilmente  non sarà l’ultima.

È perfetta per conoscere gente di tutto il mondo, se non ti peserà vederle ripartire prima di te.

Ma Parigi in realtà è adatta solo per i filosofi, per chi nonostante tutto sta bene con se stesso; per chi riesce a trovare il senso di tutto questo insieme di legami scuciti e ricordi indelebili in un bar. Un bar incontrato per caso lungo la strada, con dentro qualcuno che suona un tavolino vuoto ed una birra piena; e che con solo quel tavolino, quella birra e quella musica, circondato da sconosciuti identici a lui, riesce a sentire che in fondo va bene così; che vale ancora la pena di godersi quel momento magico in attesa del prossimo.

E per me? È adatta a me questa città?

Lo è stata per questi bellissimi 4 anni, e non potevo desiderare niente in più di quanto ho avuto. Ma presto sarà il momento di partire verso nuovi bar, momenti indimenticabili, nuovi legami.

  • Scritto in un bar, ascoltando una jam session di musica africana che non avrei potuto trovare altrove, vivendo quel momento indimenticabile che ormai non vivevo da troppo tempo

Certe sere questa città

Certe sere questa città è la mia migliore amica, la mia terapeuta, che mi trasmette le cose che ho bisogno di sentire mettendomi davanti agli occhi un posto come questo, un vicolo che può sembrare banale ma che a me dice tutto. 

Anche questa immensa Parigi ormai inizia a starmi stretta, ma immaginare di lasciarla senza malinconia è impossibile. Riconoscerei i suoi marciapiedi tra mille, amo le stradine che certi quartieri sanno nascondere lontano dalle zone turistiche, amo i mille volti della Senna stupenda al tramonto con una birretta. 

Un giorno me ne andrò 

Citazione

“Spesso mi chiedono come faccio ad eccellere in ogni cosa che faccio. Ed io rispondo che in realtà è semplice, basta amare ogni cosa che fai; ogni persona con cui passi del tempo ed ogni idea che decidi di portare avanti. 

Allora certe persone mi rispondono che è impossibile amare ogni cosa; che amare tutti significa non amare nessuno. Ed hanno ragione. 

Ci sono cose che odio con tutto me stesso. Odio l’indifferenza e l’ipocrisia, odio gli egoisti che sanno quello che fanno, odio chi rovina questo mondo pensando che ciò che è di tutti non ha valore. 

Ed è proprio l’odio verso queste brutte cose la mia forza per amare quelle belle; perché a ben vedere, odiare i disonesti significa amare gli onesti. 

Non dobbiamo mai smettere di vedere il bello ed il buono presenti in ogni cosa, ed una volta trovati, amarli con tutti noi stessi”

Saggezza

Quando un bambino scopre che gli adulti non sono perfetti, diventa adolescente. 

Quando impara a perdonarli, diventa un adulto. 

Quando impari a perdonare te stesso, diventi saggio. 

Tanta gente entra nella mia vita di Parigi, e dopo pochi intensissimi mesi se ne va continuando lungo la sua strada.

Tante persone sono entrate in questa casa e ne portano con se un ricordo felice,

ma io rimango,

la mia strada per ora è restare ancora qui,

tra i ricordi, di tutte le persone, di tutti i momenti,

e non ho altro.

I ricordi degli amici passati, e gli amici di stagione.

E quando li vedo partire spero di conservare un’ottima amicizia. Spero di arrivare a quel momento sentendo che c’è qualcosa che non andrà mai perso. Mi basta questo.

Ma quando nemmeno questo c’è… mi chiedo … mi chiedo tante cose,

che strada mi sono scelto,

perché io resto qui mentre gli altri arrivano, crescono, e ripartono,

quale delle tante vite che ho vissuto sia la migliore,

a quale delle tante persone che mi hanno donato parte della loro vita avrei dovuto dedicare più della mia,

dove sto andando, cosa sto mettendo da parte oltre ai ricordi,

a metà tra la solitudine,

e la vitale distanza tra me ed i legami seri.

Senza sapere

dove andare

con chi

perché

cosa ne sarà

di me

da solo

La salute di un leader

La salute di un leader in quanto tale non è altro che lo specchio di quanto sono uniti i suoi sottoposti.

Poco importa quali decisioni prenda questo leader, da qualche schieramento decida di schierarsi; di fatto più sono lontani i due schieramenti, più opposizione riceverà la sua decisione da una delle due parti. Ed una sufficiente opposizione fa cadere qualsiasi leader, anche il più altruista che la storia abbia mai visto, mosso dalle migliori intenzioni.

Non gioco mai per vincere

In amicizia ed amore. O più in generale in tutti i rapporti umani.

Mi rendo conto che non concorro mai per vincere. Penso sempre al bene comune. Gioco per divertirci. Poco importa se perdo. Il bello è fare le cose insieme. Almeno finchè non devo difendere me stesso, perchè sono disposto a condividere qualsiasi cosa ed aiutare chiunque, almeno finche questo non vada a farmi del male eccessivo.

E fa male a volte rendersi conto che gli altri non sono così. Le persone con cui tu giochi per divertirvi tutti insieme, giocano per vincere. Sono contente di essere li con te in quel momento, ma mettono comunque se stesse prima. Forse mi ci devo abituare, ma un po mi fa male.

Inizio a pensare sia la cosa più normale del mondo, perchè tutte le persone a cui ho dato tanto alla fine mi han dimostrato di giocare per vincere (almeno tutte tranne una… c’è ancora una persona sulla quale scommetterei)

E quindi boh. Vorrei continuare a comportarmi così, ma non so che senso abbia se sono l’unico.

Continuo a sognare un mondo migliore