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Parigi è una città per

Per chi è davvero adatta questa città ?

Parigi è una città perfetta per un viaggio erasmus, se dopo te ne andrai portandola malinconicamente nel cuore.

È una città perfetta per trovare lavoro, se vuoi lanciarti in una nuova carriera che probabilmente  non sarà l’ultima.

È perfetta per conoscere gente di tutto il mondo, se non ti peserà vederle ripartire prima di te.

Ma Parigi in realtà è adatta solo per i filosofi, per chi nonostante tutto sta bene con se stesso; per chi riesce a trovare il senso di tutto questo insieme di legami scuciti e ricordi indelebili in un bar. Un bar incontrato per caso lungo la strada, con dentro qualcuno che suona un tavolino vuoto ed una birra piena; e che con solo quel tavolino, quella birra e quella musica, circondato da sconosciuti identici a lui, riesce a sentire che in fondo va bene così; che vale ancora la pena di godersi quel momento magico in attesa del prossimo.

E per me? È adatta a me questa città?

Lo è stata per questi bellissimi 4 anni, e non potevo desiderare niente in più di quanto ho avuto. Ma presto sarà il momento di partire verso nuovi bar, momenti indimenticabili, nuovi legami.

  • Scritto in un bar, ascoltando una jam session di musica africana che non avrei potuto trovare altrove, vivendo quel momento indimenticabile che ormai non vivevo da troppo tempo

Tanta gente entra nella mia vita di Parigi, e dopo pochi intensissimi mesi se ne va continuando lungo la sua strada.

Tante persone sono entrate in questa casa e ne portano con se un ricordo felice,

ma io rimango,

la mia strada per ora è restare ancora qui,

tra i ricordi, di tutte le persone, di tutti i momenti,

e non ho altro.

I ricordi degli amici passati, e gli amici di stagione.

E quando li vedo partire spero di conservare un’ottima amicizia. Spero di arrivare a quel momento sentendo che c’è qualcosa che non andrà mai perso. Mi basta questo.

Ma quando nemmeno questo c’è… mi chiedo … mi chiedo tante cose,

che strada mi sono scelto,

perché io resto qui mentre gli altri arrivano, crescono, e ripartono,

quale delle tante vite che ho vissuto sia la migliore,

a quale delle tante persone che mi hanno donato parte della loro vita avrei dovuto dedicare più della mia,

dove sto andando, cosa sto mettendo da parte oltre ai ricordi,

a metà tra la solitudine,

e la vitale distanza tra me ed i legami seri.

Senza sapere

dove andare

con chi

perché

cosa ne sarà

di me

da solo

La salute di un leader

La salute di un leader in quanto tale non è altro che lo specchio di quanto sono uniti i suoi sottoposti.

Poco importa quali decisioni prenda questo leader, da qualche schieramento decida di schierarsi; di fatto più sono lontani i due schieramenti, più opposizione riceverà la sua decisione da una delle due parti. Ed una sufficiente opposizione fa cadere qualsiasi leader, anche il più altruista che la storia abbia mai visto, mosso dalle migliori intenzioni.

Non gioco mai per vincere

In amicizia ed amore. O più in generale in tutti i rapporti umani.

Mi rendo conto che non concorro mai per vincere. Penso sempre al bene comune. Gioco per divertirci. Poco importa se perdo. Il bello è fare le cose insieme. Almeno finchè non devo difendere me stesso, perchè sono disposto a condividere qualsiasi cosa ed aiutare chiunque, almeno finche questo non vada a farmi del male eccessivo.

E fa male a volte rendersi conto che gli altri non sono così. Le persone con cui tu giochi per divertirvi tutti insieme, giocano per vincere. Sono contente di essere li con te in quel momento, ma mettono comunque se stesse prima. Forse mi ci devo abituare, ma un po mi fa male.

Inizio a pensare sia la cosa più normale del mondo, perchè tutte le persone a cui ho dato tanto alla fine mi han dimostrato di giocare per vincere (almeno tutte tranne una… c’è ancora una persona sulla quale scommetterei)

E quindi boh. Vorrei continuare a comportarmi così, ma non so che senso abbia se sono l’unico.

Continuo a sognare un mondo migliore

News Startup #2

Ciao Ricca, ciao Alice

scrivo anche a voi le risposte alle domande che mi ha posto pat, possono interessare anche a voi:
1) i soldi iniziali da mettere per registrare una startup innovativa in italia sono 2500 euro. in francia ancora non sappiamo ma dovrebbe essere una cifra simile. se è così io li tirerei fuori anche tutti da solo.
2) un ipotetico investitore che ci da 100mila euro chiede in cambio una percentuale della proprietà, che starà a noi contrattare in base al valore teorico che attribuiamo alla nostra azienda in quel momento. se stiamo crescendo bene e sembriamo un’azienda da 1 milione di euro, per 100mila euro lui si prende il 10%.
li sta alla startup strappare la valutazione di mercato più alta possibile, e quindi concedere percentuali minori.
lui avrà indietro i soldi in un lontano futuro (2 / 3 anni). se la startup cresce lui stesso può vendere quel 10 % ad altra gente se trova qualcuno interessato. oppure aspettare che la startup diventi redditizia per prendersi parte degli introiti. comunque non siamo noi a dover dare indietro 100mila euro + interessi. lui ha comprato la proprietà dell’azienda, e se l’azienda fallisce ha perso i soldi, tanto quanto noi.
3) lavorare dall’estero: si con reperibilità.
saremmo tutti registrati come dipendenti francesi con stipendi + tasse francesi. poi ognuno lavora da dove vuole.
reperibilità via skype, quindi fuso orario simile.
in caso di riunione con investitori o evento pubblico tutti a parigi, volo pagato.

News Startup #1

Ciao Belli!

C’è qualche novità, cercherò di essere breve.
Domenica mattina io e Pat abbiamo incontrato Daniele, il tipo di cui vi ho parlato che ci seguirebbe per passare da idea da salotto ad azienda formata.
Parlandoci di persona ho finalmente potuto fargli capire il progetto nel suo insieme, sia la visione iniziale che a lungo termine. Purtroppo è difficile trasmettere un’idea come questa solo con parole su carta. Ma se non fosse così vorrebbe dire che stiamo puntando troppo in basso, guardando troppo vicino a noi.
E le cose che gli sono piaciute sono tante. Anche lui (ovviamente) ha notato che è un tipo di progetto che non parte in quarta da un giorno all’altro, ma non è difficile farlo entrare in circolazione perchè può diventare virale in fretta se diffuso col giusto messaggio.
Il piano di lavoro / diffusione previsto per l’immediato futuro è:
1) nei prossimi 2 o max 3 mesi aggiungere le funzionalità basilari che ancora mancano alla demo attuale, ossia la geolocalizzazione del foglio bianco e le pagine utenti. Questo non renderà il progetto completo, ma almeno potremo mostrare funzionante ciò che raccontiamo a parole.
A tal proposito, Pat io e te parleremo del codice da scrivere, e Ricca ti chiederò idee su come risolvere certi problemi tecnici
2) una volta ottenuta la demo funzionante, inizieremo la sua diffusione entrando inizialmente nel mondo nerd.
– Pubblicare una demo del genere (con un minimo di grafica) su Chrome Experiments (un sito di google molto famoso tra programmatori perchè raccoglie molti esperimenti / giochetti ben programmati) ci darebbe immediatamente un’enorme visibilità nerd. Ovviamente all’inizio i primi disegni saranno dei cazzetti, ma ci va bene uguale. Poter argomentare ad un investitore che siamo passati da 0 a 1000 utenti in poco tempo fa comunque un’ottima impressione.
– E successivamente spargeremo il verbo tra turisti ed artisti di strada di Parigi. La bellezza di questa città ci torna molto utile. Potremo prendere / fare noi dei disegni e metterli sul foglio di carta in corrispondenza di notre dame, e poi appiccicare dei volantini colorati sotto notre dame col disegno e la scritta “drawn here” col nostro logo ed il QR code che rimanda al nostro sito.
Oppure un totem di cartone in posti come il centro culturale 104 di Parigi con uno slogan, dei disegni colorati, logo e link. costo di fabbricazione 100 euro e porta un sacco di visibilità mirata alla gente giusta. E ci starebbe molto anche a livello d’immagine essere una startup artistica / sociale nata inizialmente a Parigi. Fa più figo che a Milano.
– Farò (o faremo se sarà possibile trovarci tutti insieme) un video in cui parliamo brevemente del progetto. Obiettivo: far arrapare i nerd e gli aspiranti artisti giovincelli.
E qui Alice tu avrai il tuo bel ruolo, oltre a tradurre e parlare nel video, servi anche per la pubblicità on line (sul blog di gitart che aprirò presto) e per creare / pensare volantini / totem pubblicitari. Se la cosa parte, i contatti con l’esterno passeranno da te.
3) Registrazione dell’azienda a inizio 2016, tra gennaio e marzo indicativamente.
La registreremo a Parigi come startup innovativa. I costi di apertura sono bassi, e finchè non ci sono ne entrate ne stipendi non si paga un cazzo di tasse. Di tutta questa roba comunque mi occuperò io insieme a Daniele.
A questo punto sarà possibile entrare davvero nel mercato dei finanziamenti. Daniele ha già contatti italiani a milano, inglesi a londra, e in questi mesi si informa sugli investitori di parigi. A noi da dove arriveranno i soldi non interessa, non ci cambia niente.
L’importante è che dal momento in cui arriveranno potremo pagarci lo stipendio e fare questo a tempo pieno se vogliamo. Da quello che ho capito Pat e Alice siete interessati a trasferirvi qui (anche se temporaneamente) se arrivassero i soldi per lo stipendi. Ricca invece va a sposarsi in giro per il mondo, ma comunque ho chiesto e potresti senza problemi prendere uno stipendio inferiore ai nostri e lavorare da dove ti pare. Tanto il tuo ruolo non è tanto creativo ma piuttosto di consulenza / generatore di idee.
Per ora è tutto. Ora abbiamo effettivamente un piano e se vogliamo possiamo realizzarlo e crearci da soli un lavoro strafico, che renderà anche il mondo un posto più bello.
Metterò questo messaggio anche sul blog che aprirò presto all’indirizzo gitart.co/blog
Intanto rispondete qui cosa ne pensate, poi inizieremo a sentirci li
Ciao belli!

Demo #7 ci vuole il video

Poche balle, noi siamo gli investitori, e mica abbiamo tempo di leggere 6 slide composte per lo più di immagini. Ao devi da manna er videoooo

E quindi ora mi tocca fare pure un video. Chi cazzo lo sa fare un video. Chi cazzo ha tempo da perdere per un video.

Punto a farlo più easy possibile. Io seduto sul mio tavolo, con dietro il mega disegno di Parigi, e metà dello schermo da usare come fondo bianco per le slide.

Poche rotture, io che parlo. Spero non escano altre rotture di cazzo.

Demo #6 Presentazione breve strafica

Dopo la perdita di tempo con la presentazione lunga, ho dedicato il weekend alla presentazione breve, e siamo completamente su un altro livello!

Non so perchè non sono partito subito in questa direzione. Molto meglio la presentazione breve per iniziare, e poi eventualmente inviare anche quella lunga.

Per ora 7 pagine, poco testo, un’immagine esplicativa per ogni pagina.

mondo

Il risultato mi piace tanto. L’ho inviata a diversa gente per avere un parere.

Spero Daniele mi risponda presto!

Purtroppo Erica si da per latitante e non mi ha inviato niente di quello che le avevo chiesto. Il risultato sarebbe stato ancora superiore se avessi potuto usare i suoi disegni. Spero possa inviarmi qualcosa a breve.

Demo #5 La presentazione mi sta prendendo troppo tempo

Come sempre non riesco a calibrare il tempo quando faccio queste cose.

Sto prendendo un sacco di tempo a fare delle immagini semplici che spieghino il progetto. Il tempo libero di settimane sta andando a farsi fottere solo per questo. Roba che se avessi un grafico potrebbe fare qualcosa di migliore nel giro di 2 giorni.

Ora basta. Devo scrivere dati, fare l’analisi, ed inviarla a Daniele. Il resto dopo.

Devono iniziare, sbagliare, e correggere la traiettoria prima possibile. Questo è il mio primo obiettivo. Le presentazioni saranno compito di Riccarco.

Cazzo quanto saremmo perfetti insieme io e lui. Io responsabile prodotto / esperienza utente e lui planning.

Ora al lavoro!

Demo #4

Il Disegno!

Erica mi sta preparando, grazie al iPad mini che le ho prestato e l’app Adobe Ideas, il disegno principale che userò dentro la demo. E mi piace un sacco!

disegno

 

Mi piace un sacco lo stile e mi piace che sia fatto solo con strumenti semplici. Linee nere e colori piatti. Qui la differenza la fa veramente la mano del creatore!

Che bello! :D non vedo l’ora di vederlo finito e di inserirlo nella presentazione.

Purtroppo lei è abbastanza lenta a fare questi lavori perché si concentra un casino sui dettagli, quindi non so quanto riuscirà a fare dei 5 disegni che le avevo chiesto.

Comunque mi piace un sacco vedere quanto si può fare con strumenti così semplici :D

Grande Erica!