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Teorie #2

Io qui e ora, smentisco la cazzata che ho scritto nell’articolo Teorie #1, sulla quantizzazione del tempo.

Il discorso filava liscio, se non fosse per il fatto che ho messo in relazione due mondi che non sono uno funzione dell’atro: lo spazio e l’energia.

Ritornando alla metafora della fotografia istantanea dello stato Dell’ENERGIA dell’universo, appunto mi sono dimenticato di considerare che stavo parlando della sola energia, e non dello spazio.

Un elettrone che gira intorno al nucleo del suo atomo, avrà si uno e un solo stato di energia fintanto che ruota sulla stessa orbita, ma appunto, ruota. Si muove. Secondo una velocità, funzione di spazio e tempo.

Quindi nelle nostre foto istantanee dell’Energia dell’universo, l’elettrone avrà sempre il suo solito stato, ma nello spazio si sarà spostato. Il che basta a dimostrare l’esistenza di una differenza di tempo tra le diverse foto.

Eh niente, anche se per poco ci avevo creduto.

Rimane comunque un bel quesito sulla prevedibilità dell’universo, in quanto formato da un numero (enormemente enorme, ma) finito di stati di energia possibili.

 

Teorie #1

Io qui e ora teorizzo la quantizzazione del tempo.

Se è vero che l’energia è quantizzata, che una particella passa da uno stato di energia al successivo in modo non reale, secondo me anche il tempo può essere misurato solo (e quindi esistere) in valori definiti.

In linea teorica, che cos’è il tempo. Perché esiste il tempo, come ci accorgiamo che esiste.

Se facessimo una “fotografia” di una particella talmente dettagliata da poterci dare tutte le informazioni sui suoi livelli di energia e di massa, in due momenti diversi del tempo, ci accorgeremmo dell’esistenza del tempo. Qualcosa ci risulterebbe cambiato, ed essendo entrambe le fotografie “reali”, la variabile che ha permesso il cambiamento è il tempo. Lo stesso valore nello spazio, ma diverso nel tempo.

Ed ora, che cosa succede se ripetiamo la stessa osservazione ma con due fotografie abbastanza ravvicinate da mostrarci lo stesso identico stato della particella per quanto riguarda energia, massa, forze e tutto il resto? Ciò è reso possibile dalla fisica quantistica. L’energia non cambia seguendo valori reali, quindi passa un certo tempo allo stesso valore. In questo caso, nella nostra osservazione il tempo esiste? Ci è possibile dire che sia passato del tempo tra le due fotografie? Esiste tra quei due stati una variazione della variabile tempo? O anche lei come la variabile energia passa da un valore al successivo, e proprio in quel momento per noi diventa possibile misurarla?

Ovviamente la prima risposta che viene in mente è che si, il tempo esiste, e ci basta allargare il nostro punto di vista per accorgercene. Stiamo fotografando una singola particella, ma magari nel delta tempo in cui lei non ha avuto alcun cambio di stato, le particelle subito accanto ne hanno avuti. Allargare la fotografia alle particelle limitrofe basterebbe per mostrare che il tempo è passato anche mentre la prima particella rimaneva identica a se stessa (questa metafora è facile da capire pensando anche di fotografare una persona che rimane immobile, mentre dietro si vede un passante camminare).

Ma, e qui viene il bello, che succede se allarghiamo la nostra fotografia istantanea ultra dettagliata a tutte le singole particelle di materia ed energia dell’universo? Se prendiamo due fotografie talmente ravvicinate da mostrarci lo stesso identico stato di ogni singola particella esistente, come potremmo dimostrare l’esistenza di una differenza di tempo tra quei due stati dell’universo? Non importa quanto debba essere piccolo quel delta T per non mostrare nessun cambiamento di stato su nessuna delle infinite particelle dell’universo. Basta che sia un numero maggiore di zero per dimostrare che il tempo non è misurabile seguendo numeri reali.

“Esiste” il tempo anche quando non fa cambiare nessuna variabile dell’universo?